Modelli futuri

Con Biden cambieranno le cose per l’energia?

Prospettive e ostacoli per la prossima amministrazione Usa

Con l’elezione di Joe Biden a 46° Presidente degli Stati Uniti molti osservatori si aspettano un’inversione di tendenza rispetto alle politiche dell’amministrazione Trump. Nella lunga cavalcata elettorale Biden ha promesso un cambio di rotta che trovi nelle politiche energetiche una chiave di volta. Una visione, o meglio una rivoluzione, che aspetta di misurarsi con mosse e interventi concreti. 

Il nuovo Presidente ha presentato il suo programma nel Clean Energy Revolution, un manifesto green per l’America (e il mondo) di domani. Il piano prevede investimenti per 1,7 trilioni di dollari, al fine di trasformare gli Stati Uniti in un paese a zero emissioni entro il 2050. 

Faremo investimenti nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie a zero emissioni di carbonio” ha annunciato Biden. L’America tornerà al centro dell’economia mondiale grazie all’energia pulita. E in più esporteremo tecnologie Made in Usa per aiutare altre nazioni a ridurre le emissioni”.

Stando a quanto annunciato, la Clean Energy Revolution indica quindi il ritorno degli Stati Uniti nei piani degli accordi di Parigi del 2015.

Biden ha presentato il Clean Energy Revolution, un manifesto green per l’America e per il mondo

Alcuni esperti di Forbes hanno messo a fuoco le difficoltà del piano, elaborando previsioni sugli ostacoli con cui la nuova amministrazione dovrà fare i conti. A cominciare dal settore petrolifero, dove la situazione presenta fragilità e forti complessità.

joebiden.com

Negli ultimi anni Trump ha complicato i rapporti tra USA e i paesi produttori dell’OPEC, promettendo dazi doganali e minacciando di ridurre la richiesta di forniture americane.

Da Biden gli osservatori si aspettano una politica più in stile-Obama, che opererà per influenzare la geopolitica del mercato petrolifero in modo più discreto. Ma sarà senz’altro difficile raddrizzare alcuni rapporti deteriorati negli ultimi anni, in particolare con due grandi paesi come Venezuela e Iran.

Una mappa del Washington Post con tutte le centrali di energia elettrica degli USA (2017)

Altro nodo da affrontare sarà quello relativo all’upstream, il comparto che si occupa dei processi di trasformazione del petrolio fino alla produzione di gas naturale, olio combustibile e altri derivati del petrolio.

Il settore, dopo il boom dell’ultimo decennio, è segnato dal crollo dei prezzi e dalla paralisi pandemica. Inoltre il Clean Energy Revolution potrebbe essere ridimensionarlo ulteriormente, con divieti di concessione di nuovi contratti di locazione e una probabile riduzione del numero degli impianti.

Molti si aspettano una politica più in stile-Obama, che influenzerà la geopolitica del mercato energetico in modo più discreto

Anche per quel che riguarda le rinnovabili è probabile che Biden opti per un’inversione completa rispetto all’operato di Trump. Il ritorno agli accordi di Parigi sembrerebbe, da questo punto di vista, un primo segnale. 

In quest’area ci si muoverà intorno a due punti fondamentali: il primo è quello dei contratti di locazione degli operatori di energia pulita e dell’eolico off-shore. L’altro è quello dell’istituzione di una nuova Commissione Federale per la Regolamentazione dell’Energia.

La Commissione dovrebbe invertire la regola del prezzo di offerta minimo, che fin qui ha favorito le società a capitale statale paralizzando di fatto il mercato. Inoltre un’ampia estensione dei crediti d’imposta annunciata per i prossimi anni dovrebbe generare una forte crescita delle rinnovabili nel medio-lungo periodo.

L’estensione dei crediti d’imposta dovrebbe generare una forte crescita nel campo delle rinnovabili

Con la situazione di stallo prevista al Senato, con una sostanziale parità tra Democratici e Repubblicani, è probabile che Biden farà ricorso ad un mix di iniziative personali (tramite ordini esecutivi), contrattazioni interne e trattative con le potenze internazionali per attuare la sua politica energetica.

C’è la possibilità che le opposizioni reagiranno con scie di ricorsi e temporeggiamenti, rendendo meno incisivo il Green New Deal annunciato da Biden. Molto dipenderà dalla capacità di rendere efficace l’azione del suo esecutivo, in un’arena politica sempre più polarizzata tra fazioni contrarie. E dalla reattività nella gestione degli imprevisti, elementi inevitabili lungo il cammino di un’amministrazione Usa.